Il manuale per i tutor dell’apprendimento

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La figura del Tutor, o del Mentore, ha radici antiche nella nostra storia: pensiamo, tornando indietro fino all’antica Grecia, alla  figura di Socrate, il filosofo che paragonava la sua attività a quella della levatrice, che con il suo continuo interrogare e “pungolare” mirava a far emergere la verità e i pensieri da dentro i suoi discepoli e interlocutori.

Il Tutor, questa figura antica e attuale al tempo stesso, risponde a un “bisogno profondo, radicato nell’uomo, di rapporti elettivi e individualizzati di apprendimento”. Questo è tanto più vero al giorno d’oggi, con l’affermarsi del concetto di didattica centrata sulla persona, modellata sui bisogni specifici dell’individuo (si pensi ai ragazzi con disturbi dell’apprendimento o bisogni educativi speciali,  ma non solo…) piuttosto che uniforme e generalizzata all’intero gruppo classe, al di là delle specificità negli stili di apprendimento. È così possibile che le azioni di tutoraggio e i servizi extrascolastici vadano a colmare le carenze e i vuoti del sistema formativo principale. Non si deve però pensare che il ruolo del Tutor si esaurisca nel rapporto “uno a uno” con il ragazzo in difficoltà; egli deve essere in grado di rapportarsi anche ai gruppi, dentro e fuori dalle mura scolastiche, considerando che “tutti i ragazzi prima o poi sono in difficoltà”. Scopo ultimo del suo lavoro, attraverso la promozione di un efficace metodo di studio con tutto ciò che esso comporta (sviluppo della metacognizione, consapevolezza, strategie e utilizzo degli strumenti appropriati) è condurre il ragazzo sulla strada dell’autonomia, che è qui da intendersi non tanto come “fare da soli, o senza ricevere aiuto” ma come capacità di essere registi attivi del proprio processo di apprendimento.

Nello specifico il manuale si articola in tre parti: una prima (Chi è il Tutor) che definisce la figura e il ruolo del Tutor, chi è e chi non è, e a quali bisogni risponde; una seconda parte (Cosa fa il Tutor) dove vengono proposti i fondamenti metodologici per i diversi interventi del Tutor; e una terza (Storie di Tutoring) che attraverso le narrazioni dei protagonisti (Tutor e ragazzi) da corpo e concretezza a quanto esposto nelle prime due parti, fornendo alcune possibili chiavi di lettura per l’intero manuale. 

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